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Musica

Loser

Indipendente/mente

Sembra proprio che internet mantenga la promessa inscritta nel suo DNA di concedere spazi, senza alcuna distinzione e praticamente a costo zero, a chiunque voglia comunicare qualcosa: chiunque in rete può ritagliarsi un angolo per esprimere opinioni, diffondere e ricevere informazioni, mettere a disposizione dei visitatori prodotti artistici e culturali. Lo si capisce anche dalla quantità di webzines, messageboards e blogs sparsi nei siti della rete, che spesso danno a vita a più o meno piccole comunità di utenti. è vero che per alcuni supporti mediatici tradizionali, ad esempio quello cartaceo, è esistito ed esiste tuttora un gran numero di artefatti realizzati a bassi costi e in maniera completamente indipendente (vedi fanzines di varia natura, epoca e luogo); comunque si tratta spesso di realtà con circuiti di diffusione piuttosto limitati. Senza volere assolutamente sminuire il ruolo che hanno rivestito e rivestono gli stampati, va detto che la rete permette di raggiungere un numero maggiore di persone e di unire scritti, fotografie, immagini in movimento e tracce audio: un mezzo più comodo e diretto per chi “produce” e per chi “consuma” informazione, arte, cultura di vario genere.

Loser è contemporaneamente un sito web e un programma radiofonico dedicato prevalentemente all’universo musicale “alternative”; è ascoltabile da tutti (previo download del programma Realaudio) e offre, fra l’altro, una quantità di canzoni scaricabili gratuitamente, dando così anche visibilità a musicisti validi ed originali, ma esclusi dai canali di informazione più grandi e noti. Una scelta decisamente lodevole e controcorrente, visti i tempi discografici, televisivi e radiofonici che corrono.
Ho posto ad Andrea Girolami, una delle persone che danno vita a Loser, alcune domande per approfondire vari aspetti di questo progetto di radio online.

Giuliano Cottone (GC): “Loser è il programma alternative di Radio X”. Così lo presentate nel vostro sito: un programma di musica “sotterranea” all’interno di una radio in rete. Quando e come è nato questo progetto? In quanti siete a portarlo avanti?

Andrea Girolami (AG): Loser nasce ormai 5 anni fa in una piccola radio locale delle Marche. In breve tempo ci siamo accorti che non c’era spazio per un programma come il nostro nei normali palinsesti Fm locali. Grazie all’aiuto di Sergio Messina/Radiogladio abbiamo iniziato la nostra avventura su internet. Dopo una prima stagione di ottimi responsi siamo stati contattati dallo staff della Tiscali Spa che ci ha proposto di collaborare con loro. Ora dopo 3 anni di fruttuosa partnership stiamo per inaugurare la nuova stagione di Loser tornando anche con un piccolo spazio via etere grazie all’appoggio degli amici di Rock Fm.

GC: Oltre alle realtà più prettamente rock, vi siete mai interessati anche a generi come emo, post-core, metal, jazz, crossover?

AG: Siamo soliti parlare di generi su i quali riteniamo di avere una certa competenza. Per questo motivo poche volte abbiamo toccato i terreni del jazz o della musica classica (che inseriamo solo occasionalmente per spezzare il ritmo della playlist). Ci piace invece spaziare attraverso tutti quei generi che in qualche modo possono rientrare nella definizione di musica “alternative”, dal rock più classico sino all’elettronica sperimentale passando per il post-rock e il crossover. Ci interessa far ascoltare materiale secondo noi valido ma snobbato dai grandi canali commerciali.

GC: Secondo voi è possibile ripetere oggi in rete qualcosa di simile all’esperienza delle radio libere degli anni ’70? Vi sentite in qualche modo eredi di quell’esperienza di media indipendenti?

AG: Purtroppo quando le radio on line hanno avuto la loro esplosione le connessioni ad internet erano ancora troppo lente per permettere di ascoltarle agevolmente durante la navigazione. Ora lo standard ADSL renderebbe tutto più semplice ma abbiamo visto come la banda per le trasmissioni sia divenuta merce a pagamento e la SIAE (in America la RIAA) è ormai sul punto di chiedere costosi contributi a chi si occupa di streaming online così da soffocare quelle realtà che, lavorando in modo amatoriale, non possono permettersi queste spese.

GC: Una vostra iniziativa, che ormai si appresta ad arrivare alla terza edizione, è la compilation intitolata “Loser, my religion”, a cui hanno partecipato gruppi italiani come i Gea, i One Dimensional Man, Red Worm’s Farm e Bugo; queste raccolte sono scaricabili gratuitamente dal vostro sito, il che mi sembra un’idea decisamente apprezzabile, coi tempi e i prezzi che corrono. Hanno avuto un buon successo di pubblico? Come mai avete contattato proprio quelle band?

AG: Riguardo l’avventura di “Loser, my religion” #1 e #2 ci piace parlare attraverso cifre chiare. Abbiamo coinvolto alcuni tra i migliori gruppi rock italiani per cercare di diffondere la loro musica in maniera da allargare il bacino di utenza di un mercato underground ancora molto limitato. Parliamo di gruppi che difficilmente arrivano a vendere 3000 copie dei loro dischi nel corso di diversi anni. Con LMR#1 e #2 ciascun brano della compilation è stato scaricato più di 1000 volte nel corso di neppure 6 mesi. Questo ci permette di esserne molto orgogliosi e di puntare ancora più in alto per il terzo (ed ultimo?) volume della serie.
Riguardo la scelta dei gruppi abbiamo privilegiato alcune delle band che avevamo avuto il piacere di avere ospiti nel nostro canale di chat #loser.ita durante gli incontri che settimanalmente, in contemporanea alla diretta radio, organizziamo con gli ascoltatori.

GC: Riuscite tranquillamente ad equilibrare le spese con le entrate? Guadagnate anche qualcosa o Loser è un’attività totalmente no-profit?

AG: Il sistema tecnologico con cui Loser va in onda ci è fornito dalla Tiscali (server realaudio, sito internet, programmi specifici), del resto mi occupo io semplicemente con il mio pc casalingo. Le spese quindi sono praticamente zero mentre io ho un regolare contratto di collaborazione con la Tiscali Spa.

GC: Tornando a “Loser, my religion”, vorrei chiedervi di parlare di “Loser no Haiku”, quella strana creatura che sta a metà strada tra il booklet di un cd e un piccolo libro, nel quale i vari musicisti che hanno partecipato alla seconda edizione della vostra compilation hanno lasciato pensieri relativi a quest’iniziativa; praticamente dal vostro sito si scaricano anche le grafiche del cd, oltre ai pezzi. Un’idea originale, parlacene e magari spiega anche che vuol dire “No Haiku”.

AG: Non essendo “Loser, my religion” esattamente una normale compilation abbiamo pensato che non fosse giusto affiancargli un booklet come tutti gli altri. Volevamo che un esperienza strana e originale come questa fosse commentata in maniera altrettanto fuori dal comune. Abbiamo pensato agli haiku per la loro brevità ed efficacia, qualità che per la comunicazione on line sono indispensabili. L’idea è piaciuta molto anche ai gruppi coinvolti anche se qualcuno di loro si è fatto pregare per scrivere la propria “mini” poesia…si vergognavano.

GC: Avete avuto e avete un riscontro positivo di ascoltatori?

AG: Il migliore riscontro lo abbiamo avuto dal numero di download della compilation che, anche in a più di 6 mesi dal lancio, continuano a salire vertiginosamente. Le canzoni del solo secondo volume di “Loser, my religion” sono già state scaricate per un totale di diecimila volte.

GC: “Loser brainstorming” è il vostro canale di ricezione di un feedback da parte di chi vi segue? Leggendo l’ home page di Loser mi è sembrato di capire che tenete parecchio ai suggerimenti e le idee del vostro pubblico.

AG: Loser nasce e vive online, sarebbe assurdo non approfittare della possibilità di interagire con chi ci segue e ci supporta. Arrivano in continuazione proposte di collaborazione o semplicemente idee per migliorare il nostro servizio. Ad esempio l’idea di organizzare una sorta di “competition” tra gruppi emergenti lo scorso anno ci è stata consigliata da un nostro ascoltatore. Abbiamo poi realizzato la cosa a partire dai suoi suggerimenti. Alla stessa maniera per Loser, my religion #3 le band lavoreranno proprio a partire da sample e campionamenti inviati dai navigatori di internet.

GC: Sfogliando il vostro archivio delle puntate passate, ho visto che avete ospitato oltre a gruppi indie di vario genere (ad esempio Deep End, Gea, Mondo Candido, Perturbazione), anche artisti più “famosi” (Marlene Kuntz, Bluvertigo, Afterhours); sembrerebbe che non ve ne freghi niente della fama di un gruppo, né in un senso né nell’altro, a patto che si tratti di musica con buone dosi di personalità e originalità creativa. Giusto?

AG: Hai detto tutto tu, non ho nulla da aggiungere.

GC: Date spazio anche a gruppi stranieri (invitandoli o mandandone in onda dei brani), o siete concentrati solo sulle realtà italiane?

AG: Preferiamo band italiane (anche se la nostra playlist spazia per un 50% anche su materiale estero) perché è più semplice organizzare con loro le chat con gli ascoltatori. Occasionalmente sono stati con noi anche nomi stranieri, è accaduto con il gallese Brychan o gli inglesi Ben&Jason lo scorso anno.

GC: Descrivici brevemente il palinsesto di una giornata tipo del vostro programma. Oltre alla musica concedete spazi anche al dibattito, magari su temi come il potere delle major discografiche?

AG: Loser è in onda ogni mercoledì a partire dalle 22. Il programma dura 120 minuti circa. Inizialmente c’è uno spazio dedicato al gruppo ospite in chat quella settimana con un “focus” sul loro disco di 30 minuti circa. In seguito la playlist del programma continua spaziando liberamente tra l’Italia e il resto del mondo tenendo in buon conto le richieste degli ascoltatori.

GC: Sarebbe stato possibile creare una realtà radiofonica come Loser fuori dal web, sulle tradizionali frequenze radio? Ci sarebbe stato spazio nell’etere? Ci sarebbero voluti più soldi?

AG: Loser nasce nella profonda provincia (marchigiana). Qui non ci sono “controradio” che si occupano della musica di cui parla solitamente Loser, per questo siamo stati costretti a trovare la nostra strada altrove, su internet. Ora, dopo anni di lavoro, abbiamo guadagnato quella credibilità che ci permette di lavorare anche attraverso le normali frequenze FM pur continuando ad avere la nostra “base” lontano dalle grandi città della musica italiana (Roma, Milano). Per questo dobbiamo ringraziare gli amici di RockFm che ci hanno dato fiducia e quanti supportano il nostro progetto.

GC: Per finire, parlaci delle prossimi progetti del team di Loser.

AG: Ogni anno cerchiamo di dare qualche stimolo in più ai nostri ascoltatori. Dopo aver iniziato a trasmettere in formato Realaudio (qualità di segnale maggiore) e aver lanciato la serie delle compilation gratuite “Loser, my religion” per il 2003 abbiamo in mente un restyling grafico del nostro sito ma soprattutto la collaborazione con un ottimo network radiofonico come RockFm. è la prima volta che un programma nato e cresciuto sul web arriva sull’etere (e non viceversa), siamo davanti ad un piccolo ma significativo segnale mediatico. Ci godiamo la soddisfazione del momento.

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  1. […] Otto, nove anni fa abbiamo intervistato il tuo collega Girolami. La discussione aveva sempre in qualche modo a che fare con la vostra su […]

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