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Cinema

Dusan Milic

La musica del cuore

Guča! Distant Trumpet

Dusan MilicÈ stato il film musicale Guča! Distant Trumpet, una coproduzione tra Germania, Serbia, Bulgaria e Austria, ad aprire la sesta edizione di Maremetraggio, festival internazionale del cortometraggio e delle opere prime. Diretto da Dusan Milic, regista serbo al suo secondo lungometraggio dopo Fragole al supermarket, il film parla di una storia d’amore ambientata appunto a Guča, minuscolo villaggio a 150 km a sud di Belgrado, divenuto famoso in tutto il mondo grazie al festival dei “trumpecari”, i suonatori di tromba.
Sullo sfondo della competizione, si sviluppano le vicende dei due protagonisti: Romeo e Juliana. Lui è un abile trombettista, figlio di Boban Markovic, il leader dell’omonima orchestra rom; lei è la figlia di Satchmo, trombettista e leader dei Sandokan’s Tigers, acerrimi nemici della banda di Boban.

Nella sfida per la “tromba d’oro” tra il dispotico Trendafilovic e Romeo, la storia raggiunge il suo culmine. Il giovane e virtuoso protagonista riuscirà a vincere la competizione e a conquistarsi anche la mano della bella figlia del Grande Satchmo, portando il film a chiudersi con il più classico degli happy end.
Ma i veri protagonisti del film sono i colori, le danze che rievocano naturalmente le atmosfere del cinema di Emir Kusturica e i suoni della No Smokin’ band di Goran Bregovic. Il festival di Guča diviene così soprattutto lo specchio rivelatore della “nuova Serbia”, della delicata fase di trasformazione che il paese sta vivendo, delle ansie e la gioia di vivere delle sua nuova generazione.

Sarah Gherbitz (SG): Le sue tematiche preferita non vertono tanto sulla politica quanto piuttosto sulle persone, sulle storie individuali, è esatto?

Dusan Milic (DM): Sì, di solito non faccio film politici; prima di tutto mi interessano le persone nella società e i problemi emotivi con cui devono confrontarsi: questo è il soggetto preferito per i miei film.

Una scena di Guca, Distant Trumpet

SG: Nell’incontro col pubblico ha detto che la politica influenza il cinema serbo e che questo tipo di film viene accolto ai festival sempre con interesse. Ma poi ha aggiunto anche che realizzare film politici rappresenta una difficoltà specialmente per gli autori più giovani, in quanto è un passaggio obbligatorio che rischia di influenzare la vostra creatività…

DM: Quando si fanno film politici va sempre bene per i festival perché a qualunque tipo di festival piacciono molto le tematiche politiche e le controversie storiche.. Anche se i film provenienti dalla Serbia riguardano la guerra, si tratta di un concetto ancora fresco perché la guerra sta tuttora continuando in Serbia! Noi non siamo ancora una società libera e penso che, dalla Serbia, i film e i soggetti migliori sulla guerra debbano ancora arrivare; perché per realizzarli bisognerebbe avere una sorta di distacco emotivo da tutto ciò che riguarda il passato, e la maggiore oggettività possibile. I migliori film dei giovani registi in Serbia potrebbero arrivare da qui a una decina d’anni, film sulla guerra, così come la critica alla guerra e a tutto ciò che vi sta intorno.

SG: La vostra generazione ha anche un stretto rapporto con il cinema americano e i registi americani: anche per lei è così? Sente questo rapporto nei suoi film?

DM: Non mi ritengo poi tanto giovane, ma sono cresciuto con il cinema americano degli anni Settanta, specialmente quando i film americani si liberano dai cliché del cinema classico, dal sistema dei vecchi Hollywood Studios.
Il mio regista preferito è Alfred Hitchcock, il mio film preferito è Psycho; poi mi piacciono molto i registi italiani che vivono in America, soprattutto Martin Scorsese, che è il mio secondo regista preferito. Sono cresciuto con i loro film e mi piace questo genere, perché questo tipo di regia americana per me è la vera regia, senza i film con grandi esplosioni o puramente commerciali… M’interessano le storie individuali, che parlano dei drammi umani ma in maniera leggera e che possono arrivare al maggior numero di spettatori.

SG: Lei scrive personalmente le sue sceneggiature e ha dichirato di avere scritto dieci versioni diverse del suo primo film Fragole al supermarket

DM: Ho iniziato a scrivere questa storia nel 1994-95, ne ho fatte dieci versioni diverse e l’ho finita nel 2002. In questo periodo ho dovuto modificare più volte ciò che avevo scritto, perché i tempi cambiano velocemente e il film è sempre basato sull’attualità: non si può scrivere oggi una storia e domani filmarla nello stesso modo, risulterebbe già vecchia di vent’anni, sarebbe una pazzia e non potrebbe funzionare!
Nel frattempo c’era stato l’attacco alle Torri Gemelle, per cui dovevo inserire nella sceneggiatura anche quest’elemento di pensiero terroristico. Nella prima versione l’eroe era un semplice terrorista che cercava di entrare in un supermarket, poi ho voluto aggiungere nuovi elementi, perché molte cose erano cambiate tra la prima stesura e l’ultima.

SG: Com’è stata la scrittura di questo film? Com’è nata l’idea per il suo secondo film Guča!?

Una scena di Guca, Distant Trumpet

DM: Volevo fare un film sul festival di Guča, il festival degli strumenti a fiato che si svolge in Serbia, e insieme volevo cimentarmi con una storia bucolica tra due giovani… Mi è venuto in mente Giulietta e Romeo di Shakespeare e ho pensato che poteva essere una fantastica opportunità per inserire questa storia bucolica nel contesto del festival di Guča.

SG: Come ha scelto gli attori? Il protagonista maschile (Marko Markovic, figlio di Boban e trombettista come il padre, nda), ad esempio, fa il musicista anche nella vita.

DM: È stato molto difficile fare il casting per il film perché l’ottanta per cento degli attori del film non sono attori, ma gente comune. Avevo tre o quattro professionisti, attori di teatro e di cinema serbo, ma non erano molto conosciuti, tutti gli altri sono presi dalla strada e sono alla loro prima esperienza cinematografica. Per il film cercavo appunto questo genere di attori ‘irriconoscibili’, perché volevo un effetto il più realistico possibile, quando hai un attore famoso che suona la tromba l’illusione viene meno perché tutti dicono: questo non è un vero musicista, è un attore.
Abbiamo fatto questo enorme casting che è durato tre mesi e abbiamo esaminato più di trecento persone per i ruoli principali di Romeo, Juliana, il padre e il fratellastro di Romeo. Per me è stata molta dura, ma alla fine sono rimasto molto soddisfatto della loro prova.

SG: Il film è una co-produzione che vede coinvolti molti paesi dell’est, tra cui la Bulgaria…

DM: Era impossibile che solo la Serbia finanziasse questo film perché, per i suoi standard produttivi, è un film molto costoso: un milione e seicento euro. Trovare questa somma solo in Serbia era impossibile! In tutto i paesi coinvolti sono quattro, aggiungendo la Germania, che è il principale paese produttore, l’Austria, ed infine la Bulgaria, che si è rivelata un’ottima partner.

SG: Ha detto che le piacerebbe realizzare un film su Nikola Tesla, (lo scienziato serbo-americano è stato recentemente interpretato da David Bowie nel film The Prestige e protagonista a teatro dello spettacolo Tesla Eletric Company del regista sloveno Pandur, ndr). Ha già dei progetti in questo senso?

DM: Ho solo accennato alla possibilità, perché un film su Tesla richiederebbe tantissimo denaro. Sto sviluppando tre o quattro progetti, completamente diversi tra loro. Devo averne in cantiere più di uno perché non si può mai sapere qual è in grado di riscuotere più interesse per i finanziamenti. Sto sviluppando tante storie, e vediamo che cosa succederà! Spero d’iniziare a girare qualcosa di nuovo il prossimo anno.

Una scena di Guca, Distant Trumpet

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