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Musica

Somnium, girovagare fra i ghiacci eterni

Copertina Gelida VampaSono passati oramai diversi mesi da quando Enrico Baravoglia, il direttore che tutti noi amiamo e rispettiamo, mi segnalò questa uscita italiana di area ambient. Poi, un po’ per mia dabbenaggine e pigrizia, un po’ per varie vicissitudini personali, Gelida Vampa è rimasta confinata in un angolino dell’hard disk, in attesa di venire riscoperta. Non so se sia un caso o meno, ma l’arrivo dell’ondata di gelo che sta caratterizzando questo inizio 2013 ha coinciso con il mio rinnovato interesse per questa uscita.

Voi direte: che cosa ci combina il freddo con Gelida Vampa? Be’, in questo caso il freddo ci combina, e non poco. Già il titolo qualche indizio lo dà, anche se, in realtà, esso si presta ad una doppia interpretazione. Gelida Vampa è un ossimoro piuttosto lampante, e suggerisce diversi ragionamenti. Innanzitutto, di recente un altro progetto sperimentale sempre italiano, gli Autunna et Sa Rose che ho recensito su queste colonne, hanno utilizzato questa figura retorica per intitolare la loro ultima fatica. I motivi possono essere diversi. Da una parte l’ossimoro è una struttura forte, che colpisce proprio perché crea un contrasto semantico molto evidente. Inoltre, esso potrebbe rappresentare  una volontà di rendere indefiniti i significati che permeano l’album oppure di mettere in scena l’ambiguità e la schizofrenia, o dell’autore o del contesto sociale in cui egli opera. Con Gelida Vampa, però, Somnium sembra alludere, più o meno inconsciamente, alla condizione dell’uomo moderno. La vampa potrebbe essere vista infatti come il calore della creazione, la passione, la vita. La sua “gelificazione” e freddezza, la cristallizzazione delle emozioni, è ciò che ormai sta avvenendo nella società dei consumi, accecata dal più bieco materialismo. Se, quindi, i paesaggi ghiacciati rappresentano la fonte di ispirazione per questo lavoro, vi è poi la dimensione del sogno che sostiene tutta l’opera del progetto. Somnium, infatti, è composto da Ky, per la parte sonora, e da Calliope, che cura tutta la parte visiva. Il progetto è, dunque, inquadrabile come un concept audiovisivo (alla maniera dei Neurosis) in cui anche i video divengono elemento fondante del processo comunicativo.

Si veda, ad esempio, il video di Gĕlāreramilbus: la base ambient è mera colonna sonora di un processo visivo che parte da schizzi neri che appaiono sullo sfondo bianco (come il ghiaccio?). La tinta scura sembra prendere il sopravvento, quando un bagliore celeste comincia a comparire al confine fra il bianco e il nero e apre crepe nella parte scura dello schermo. All’improvviso, tutto il quadro si riempie delle tonalità del blu e del viola, creando un mosaico di colori. Pian piano, si passa da un magma indefinito a forme che cominciano a connotarsi. Nuove figure scure avanzano, ma sono solo le avvisaglie delle sagome di alberi in lontananza. La foresta si avvicina rapidamente, e noi ci ritroviamo al suo interno mentre le luci del giorno iniziano a calare, rendendo più vivi i colori. Il video si chiude con la comparsa delle stelle, e con esso si chiude una esperienza sensoriale soggettiva, onirica e ipnotica, come è, d’altronde, anche la parte musicale.

Somnium ArtworkGelida Vampa è pensato come il viaggio dal sogno alla veglia attraverso una serie di passaggi ispirati dai paesaggi artici. Se, infatti, Gĕlāre, l’opening track, è un drone circolare sul quale si inserisce il tintinnio dei cristalli di ghiaccio, Algîdusŏpŏr evoca la lunga notte polare, con i suoi misteri e le sue paure. Forme aliene sembrano muoversi al buio e danzare sul ghiaccio, atterrendo colui che le scorge. Ănĭmānĕ è fatta di puro sound ambientale, maestoso e quasi melodico nel suo intrecciare i droni. È ambient pura, ma che tende alle armonie suggerite da un’aurora boreale. È una suite fredda, che tuttavia rimanda a pensieri lievi e positivi, che cullano la mente dell’ascoltatore.
I sogni, si sa, possono far emergere anche il lato oscuro di noi, virando verso una dimensione da incubo. Lătĕbra è questo: un brano cupo vicino alle sperimentazione della dark ambient svedese (Raison d’être docet). Vi sono, poi, due pezzi in cui sono i venti a fare da ispirazione. Borartica è un interessante gioco linguistico che accomuna le terre desolate del Polo Nord con le raffiche di uno dei venti più violenti che scuotono le nostre latitudini. Il pezzo è un crescendo, come il vento che inizia piano e si rinforza con il tempo. Nella parte centrale i suoni sono spinti al massimo, ma i rintocchi di campane danno un senso di positività, quasi che la forza del vento scacciasse via pensieri e preoccupazioni. È forse questa la fase più profonda del sogno, quella che spesso dimentichiamo al risveglio. Fortunale rappresenta l’avvicinamento al momento della veglia, un lungo drone modulato che porta al finale dissonante di Sublimare. Il sogno è finito, le mente ricomincia a percepire una realtà che spesso stride con ciò che abbiamo dentro di noi.

Somnium Artwork

Il materiale onirico da sempre è stato fonte di ispirazione per ogni forma d’arte. Sarà per via della componente di mistero che lo avvolge, del fascino esercitato da questa sorta di proiezione del nostro Io più vero, o della possibilità che alcuni vedono di poter accedere attraverso di esso a dimensioni parallele… sta di fatto che, a partire dal ciceroniano Somnium Scipionis, ogni epoca ha dedicato parte della proprio espressione artistica alla dimensione onirica. Anche il freddo e il ghiaccio suscitano interesse da parte dei più disparati ambiti artistici. Nella musica, ad esempio, mi viene in mente Cold, uno dei dischi più rappresentativi di quella immensa band darkwave che furono i Lycia, oppure Permafrost di Thomas Koner, ovvero il manifesto dell’isolazionismo. Gelida Vampa — come detto — racchiude entrambe queste fonti di ispirazione, e lo fa nella maniera migliore, senza ricorrere ad artifici digitali e mettendo in scena un teatro ambient in cui si possono ritrovare tracce di Dark Muse o della più pura ambient di Vidna Obmana e qualche piccola incursione darkeggiante. Con una frase trita e ritrita, potremmo dire che Gelida Vampa è cibo per la mente, ma aggiungerei che è cibo solo per la mente di coloro che amano ascoltare la musica ad occhi chiusi. Provateci, c’è solo da guadagnarci.

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