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Speciale Violante

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Rileggere Bianca Pitzorno

Speciale ViolanteQuando si è appassionati lettori capita, a volte, di trovare le emozioni che si stanno cercando nei contesti più inaspettati, come ad esempio i libri per ragazzi. È facile dare per scontato, sbagliando, che un libro destinato a una fascia d’età da noi superata da anni non abbia più nulla da dirci né da insegnarci, o ritenere la sua trama piuttosto ingenua rispetto a quella che poi si rivela la vita vera. Una delle autrici italiane che maggiormente si distingue per la sua abilità nel dimostrare il contrario è Bianca Pitzorno, i cui libri, incentrati per lo più sulle sfide quotidiane di bambini e adolescenti, ritraggono, attraverso uno stile curato ma non pesante, una realtà non sempre facile da gestire in cui si sopravvive soprattutto grazie alla forza dell’amicizia e allo spirito di iniziativa.

Ho riletto di recente Speciale Violante: ovvero L’orfana di Merignac, che risale al 1989, e ho scoperto con piacere che i “mondi” della Pitzorno non invecchiano mai, nemmeno quando trattano di argomenti come le telenovelas che attualmente non hanno più quel livello di presa sul pubblico che avevano all’epoca. La tredicenne Barbara, con genitori separati, trascorre le vacanze estive con le amiche Valentina e Vittoria nel paesino sperduto di Dorgo, trecentodiciassette curve in ventitré chilometri, dove l’evento più eccitante è la festa della Pro-Loco dell’ultima settimana di luglio. A ravvivare la vita del paese è la telenovela mattutina L’orfana di Merignac che narra le vicissitudini settecentesche di tale Violante, ragazzina orfana dell’età di Barbara, che con la sua spregiudicatezza riesce sempre a cavarsela in ogni situazione e a far versare calde lacrime agli anziani spettatori. Un giorno, la troupe si presenta a Dorgo, con tanto di attrice protagonista al seguito, per girare lì alcune scene e portare scompiglio nella quotidianità degli abitanti.

Detta così, la storia non sembra niente di straordinario, anzi, è il classico intreccio in cui le abitudini e le certezze della protagonista vengono messe in discussione da un elemento estraneo che, pur nella sua negatività, l’aiuterà a crescere e ad acquisire consapevolezza delle sue debolezze e dei suoi punti di forza. Tuttavia, la bravura di Bianca Pitzorno sta proprio nel trasformare qualcosa che potrebbe sembrare di primo acchito banale e scontato in una trama coinvolgente e giocosa ricca, tra l’altro, di riferimenti letterari che vengono puntualmente svelati. Ragion per cui, il cavallo di Violante si chiama Ombromanto come quello di Gandalf nel Signore degli anelli, e le avventure vissute dalla ragazza si rifanno a Capitan Fracassa e altri classici della letteratura, mentre lo sceneggiatore della telenovela ammette candidamente di attingere a piene mani da qualsiasi libro abbia letto in vita sua per regalare agli spettatori emozioni che potrebbero benissimo trovare in quei testi, se solo li leggessero, e non esita nemmeno a citare Orazio quando l’attrice pianta tutti in asso: Nunc est bibendum, nunc pede libero pulsanda tellus.

Speciale ViolanteLa ragazzina che impersona Violante, Assunta Melillo, e molti degli altri membri della troupe, utilizzano pseudonimi spagnoli per darsi un tono, e quindi lei diventa Scintilla Luz e il regista Giancarlo Juan Carlos Mendez y Rey, mentre il produttore si chiama Alfonso del Boca (e negli anni Ottanta Andrea del Boca era davvero una nota attrice di telenovelas); in compenso l’amica di Barbara, Vittoria, ha un nome che è tutto un programma ma di cui si vergogna: Vittoria Diamante Gerolama Guglielmina Intimari degli Anceschi.

L’autrice “smonta” quindi abilmente il mondo fittizio delle produzioni seriali, evidenziandone i retroscena, i difetti, i divismi e creando un contrasto tra l’adolescenza vissuta dall’attrice bambina che interpreta Violante e quella di Barbara: la prima è bellissima, irrispettosa, economicamente indipendente, con genitori assenti e priva di amici sinceri; la seconda è di una bellezza normale, altruista, con genitori che a modo loro la amano e due amiche vere sempre pronte a sostenerla. Nelle narrazioni della Pitzorno non manca mai una buona dose di onestà nel parlare dei cambiamenti che le protagoniste adolescenti si trovano a dover affrontare a quell’età: la crescita del seno, il ciclo mestruale… Uno dei passaggi più divertenti del libro è quando Barbara e Valentina “sospettano” che a Vittoria stia per venire il ciclo, e progettano di spiegarle tutto per bene onde evitare che venga colta alla sprovvista, perché tanto gli adulti sono solo capaci di fare commenti dopo, ma non ti dicono niente prima. Questi mutamenti inducono inevitabilmente a confrontare il proprio fisico con quello degli altri, e così le tre amiche si ritrovano anche ad ammirare il corpo perfetto di Scintilla/Violante distesa al sole mentre di se stesse notano solo le imperfezioni.

Bianca PitzornoGli adulti ci sono ma, almeno per quanto riguarda il loro ruolo genitoriale, restano sullo sfondo, distanti, quasi estranei, interessati solo in parte ai problemi dei propri figli e capaci di essere davvero accudenti solo quando si tratta dei figli altrui. Barbara interagisce meglio con gli adulti della troupe cinematografica, che conosce da qualche giorno e che imparano ad apprezzarla per la sua inventiva e capacità di risolvere problemi, che con i genitori separati tra i quali cerca sempre di appianare ogni tipo di conflitto. Vittoria, da par suo, è alle prese con una famiglia numerosissima in cui ognuno si impiccia dei fatti altrui e dove gli adulti cercano sempre di “scaricare” la cura dei più piccoli agli adolescenti ritenendo sia loro dovere sacrificarsi per fratelli e sorelle. L’unico legame profondo che permette alle protagoniste di superare a testa alta ogni difficoltà e vedere sempre il lato positivo della vita è l’amicizia che, nonostante i litigi e le incomprensioni, quando è sincera è destinata a durare per sempre.

I libri per ragazzi di Bianca Pitzorno, pur essendo destinati a un pubblico di giovani, hanno tanto da insegnare anche agli adulti, che forse impareranno a guardare i loro figli con occhi diversi, a ritrovare una parte di se stessi che credevano perduta, o a guardare la vita con gli occhi di chi prende finalmente coscienza del fatto che a ogni età ci sono degli ostacoli da superare ma quasi mai sono insormontabili.

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