// stai leggendo...

Cinema

Brian e Charles: l’incontro di due solitudini

Brian e Charles: l’incontro di due solitudini

Brian e CharlesIdea di fondo piuttosto attinente alla realtà dei nostri giorni. Al di là di quanto vissuto durante la pandemia, il mantra del distanziamento sociale, e poi l’illusione tipicamente umana di poter divenire molto più buoni verso il prossimo dopo aver saggiato le teoriche tenebre della solitudine. Non è proprio così.

Brian è un solitario, solitaria è la terra in cui abita, un plumbeo Galles settentrionale dove si ha come l’impressione di dover indossare maglioni e cappello tutto l’anno. Vive solo nella casa che fu dei genitori, l’isolamento non è però fonte di scoramento. Si tiene occupato, tra una puntata nel paese limitrofo e qualche lavoretto domestico commissionato da vecchie signore inacidite come fossero cartoni di latte andato a male. Brian è un inventore, costruisce cose bizzarre dall’utilizzo dubbio, fin quando, chiedendosi lui stesso come può non averci pensato prima, decide di realizzare un robot. Riciclando vari oggetti da una discarica riesce ad assemblare il suo nuovo amico artificiale. I primi tentativi di avviare la sua nuova creazione non vanno a buon fine e crede di aver fatto un buco nell’acqua fin quando, una sera buia e tempestosa, quasi fosse un novello Dr. Frankenstein, tornando a casa si accorge di strane luci provenienti dal capanno adibito a laboratorio. Il robot ha preso vita, esiste, parla, sviluppa una certa dialettica grazie alla lettura di un dizionario, si scopre ballerino provetto e nel tempo arriverà a sviluppare un proprio carattere non sempre facile.

Il robot accetta come nome proprio Charles ed il suo è uno sguardo sul mondo simile a quello dei bambini; voglioso di scoprire, si chiede quali siano i limiti del “fuori” guardando la recinzione intorno al giardino della casa di Brian e quest’ultimo dice no, non sono quelli i limiti, c’è un mondo enorme là fuori che però Brian probabilmente non ha visto, perché il mondo non è tutto meraviglioso, ci sono brutte persone, si rischia di trovarsi in mezzo a situazioni di pericolo.

Il film di Jim Archer sviluppatosi da un corto omonimo del 2017 narra di due solitudini, del loro incontro e di come da due spiriti solitari per diverse ragioni possano nascere nuovi modi di approcciarsi alla vita. Una pellicola dove il paesaggio gioca un ruolo importante, il tempo dilatato scivola sulle colline e sulle vallate verdi piene di pecore. Un tempo fuori dal mondo e dal tempo stesso, la vicenda di Brian e Charles si colloca in un altrove a cui a volte si vorrebbe avere accesso.

Ad un certo punto Brian ammette, sottolineando la sua serenità interiore, “Qui ho tutto quello di cui ho bisogno” al contrario di Charles desideroso di andarsene all’avventura.

Azzardo un parallelo: Charles potrebbe trovare posto nelle pagine di Philip K. Dick, un essere artificiale dotato di caratteristiche più umane degli umani stessi. Viene catapultato in un mondo i cui abitanti sono spesso diffidenti verso il prossimo, una realtà dove il ricorso al sopruso rappresenta ancora un buon metodo di sopravvivenza, gli animali sanno farlo molto meglio mantenendo un certo equilibrio. Il robot vuole andarsene, vuole vedere altro e capire, non concepisce la paura di vivere.

Stiamo interagendo con assistenti artificiali incaricati di sorvegliare le nostre mura domestiche, ci affidiamo agli algoritmi quasi per qualsiasi cosa riguardante le nostre ore di veglia, e a breve ci troveremo a gestire veicoli controllati da remoto e probabilmente robot dalle sembianze umane in grado di svolgere per noi una serie di mansioni. La tecnologia in quanto tale non è positiva o negativa ma bisogna farsi due domande prima di applicarla in un modo o nell’altro.

La pellicola accenna lontanamente a queste tematiche, le lascia a margine. Brian riesce a rapportarsi a Charles in quanto lui è lo strano del villaggio e quasi in automatico si pone quesiti su come Charles verrà visto dall’esterno, quando non si trova nella sicurezza della remota campagna gallese. Inoltre Brian, indirettamente, riflette su come la sua vita quotidiana stia cambiando con l’arrivo di Charles.

Jim Archer cerca una riflessione usando i toni della commedia a proposito di tematiche attuali ed altre con cui a breve dovremo fare i conti.

Qui è possibile vedere il trailer:

Titolo: Brian e Charles
Regista: Jim Archer
Cast: David Earl, Chris Hayward
Genere: Commedia
Anno: 2022
Paese: Gran Bretagna
Durata: 90 min
Data di uscita: 31 agosto 2022
Distribuzione: Lucky Red e Universal Pictures International Italy

Commenti

Non ci sono ancora commenti

Lascia un commento

Fucine Mute newsletter

Resta aggiornato! Inserisci la tua e-mail:


Leggi la rubrica: Viator in fabula

Articoli recenti

Trieste Film Festival 2023: cortometraggi

Trieste Film Festival 2023: cortometraggi

My Love Affair with Marriage

My Love Affair with Marriage

Love Is Not an Orange

Love Is Not an Orange

Il romanzo giallo e la fiaba: Hercule Poirot alle prese con Vladimir Propp

Il romanzo giallo e la fiaba: Hercule...

Four Against Darkness e oltre: Andrea Sfiligoi

Four Against Darkness e oltre: Andrea Sfiligoi

Hope: chi vive sperando (considerazioni su Lucca Comics & Games 2022)

Hope: chi vive sperando (considerazioni su Lucca...

Il fumetto è libertà: Lee Bermejo

Il fumetto è libertà: Lee Bermejo

Un fumettista che legge fumetti: Milo Manara

Un fumettista che legge fumetti: Milo Manara

Il manager del gioco di ruolo: Frank Mentzer

Il manager del gioco di ruolo: Frank...

Trieste Science+Fiction 2022

Trieste Science+Fiction 2022

Morgane: la genialità secondo i franco-belgi

Morgane: la genialità secondo i franco-belgi

Brian e Charles: l’incontro di due solitudini

Brian e Charles: l’incontro di due solitudini

Il mercante di Venezia ambientato a Las Vegas

Il mercante di Venezia ambientato a Las...

L’Elvis di Baz Luhrmann (2022): re del rock o della sovversione?

L’Elvis di Baz Luhrmann (2022): re del...

L’influenza della tecnologia sulle nostre vite

Dottor David Skrbina: L’influenza della tecnologia sulle nostre vite

Chiudendo fuori il mondo

Chiudendo fuori il mondo

Gli Spettri di Ibsen ossessionano ancora

Gli Spettri di Ibsen ossessionano ancora

Xenakis: Un intermediario

Xenakis: Un intermediario

Alle origini del fumetto

Dario Fontana: Alle origini del fumetto

Relaxed Performance: sei paesi per uno studio comparativo

Relaxed Performance: sei paesi per uno studio...

Avventure senza tempo

Avventure senza tempo

Commentare humanum est

Commentare humanum est

Personaggi a due o tre dimensioni: la disabilità nella letteratura per ragazzi

Personaggi a due o tre dimensioni: la...

La fiera delle illusioni – Nightmare Alley

La fiera delle illusioni – Nightmare Alley

David Garrett, quando il classico diventa rock

David Garrett, quando il classico diventa rock

Casomai un’immagine

pas-20 mar-14 mar-36 viv-11 viv-38 th-38 kubrick-46 petkovsek_23 bis_I_03 d l 05 12 busdon-02 cas-08 opla2 05 cammello4 holy_wood_17 p13 p8 s10 s6 mis1big 28 sla-gal-2 esplosa-02 esplosa-03 esplosa-07 tsu-gal-big-08
Privacy Policy Cookie Policy