// stai leggendo...

Fumetto

Hope: chi vive sperando (considerazioni su Lucca Comics & Games 2022)

Hope: chi vive sperando (considerazioni su Lucca Comics & Games 2022)

Folla a Lucca ComicsCome ogni edizione di Lucca Comics & Games, anche questa si presta a delle considerazioni. Mi rendo conto che sembreranno cose scritte cinquant’anni fa, ma tant’è.

Il Salone Internazionale dei Comics, nato a Bordighera nel febbraio 1965, ha proposto sempre fin dalle sue prime edizioni un’analisi storiografica e scientifica sul fenomeno del “cartooning”, da un lato, necessariamente, tenendo conto dell’esperienza vissuta dal settore alla fine del secolo passato ad oggi, ma nello stesso tempo proiettando i propri interessi verso la realtà contemporanea. Questa analisi globale che si concretizzava nella ricerca figurativa, storica, sociologica, antropologica, psicologica, ecc., può aver sollecitato nei meno attenti la credenza che quanto veniva fatto a Lucca (subentrata come sede stabile a Bordighera) avesse risvolti soprattutto nostalgici e rievocativi oppure genericamente proporzionali. Questo errore di valutazione procurato indubbiamente dall’entusiasmo, spesso acritico, dei più accesi “fans” del fumetto, che di Lucca finivano per cogliere unilateralmente solo gli aspetti storiografici e documentaristici (ai quali frammischiavano il fenomeno collezionistico – che rappresenta il necessario ausilio per una ricerca e una conoscenza che se rimane solo fumettologica rischia di essere desolatamente sterile) ha pesato sulle possibilità di individuazione critica insite, necessariamente, in un discorso di tal genere. Inoltre la grande risonanza che la manifestazione ha avuto, ed ha, in Italia e all’Estero, ha sollecitato in molti il disegno di utilizzare comunque Lucca come palestra di ambizioni abbastanza scoperte e come passerella per l’ottenimento di una facile affermazione professionale o editoriale. Il principio facilmente contestabile che Lucca dovesse aprire non solo le proprie porte ma anche le tavole rotonde, i dibattiti, le mostre e quanto disponibile a tutti coloro che operano nel settore in misura e in quantità direttamente proporzionale alle copie vendute o alle tavole pubblicate, ha rappresentato una delle più radicate convinzioni di quanti hanno sempre guardato alla critica e alla cultura come uno di quei mali naturali dai quali bisogna girare alla larga, ammenoché, opportunamente strumentalizzate, non rappresentino un utile e ammiccante trampolino per il conseguimento di concreti e soprattutto commisurabili traguardi.

Questi pregiudizi assolutamente ingiustificati si sono spesso scontrati proprio durante le edizioni passate della manifestazione con la realtà di un’operazione che partiva da presupposti del tutto diversi. Da questo impatto che frantumava o comunque mandava disilluse alcune aspettative, certamente degne di considerazione, sono scaturirti malumori e frustrazioni, sospetti e incomprensioni, che possono ritenersi giustificati solo se si ammetta come attenuante la più assoluta disattenzione su quanto è stato detto, recitato e scritto a Lucca da lunghi anni.

Lucca Comics vetrinetta

La manifestazione lucchese ha sempre con chiarezza proposto a quanti le si sono affollati intorno una chiara ipotesi di lavoro: operare, attraverso un’analisi globale del fenomeno, un intervento efficace in un settore che per le sue caratteristiche di fruibilità e di diffusione rappresenta insieme al cinema e alla televisione uno dei fenomeni più eclatanti della nostra epoca; favorire negli autori la presa di coscienza della propria condizione di operatori culturali; sollecitare nei produttori l’ambizione a svolgere compiutamente la loro funzione sociale e infine fornire al più vasto pubblico dei lettori gli strumenti per operare una scelta critica, libera e motivata.

È chiaro che in una prospettiva così delineata lo spazio per generici interventi o per episodiche adesioni finisce per essere estremamente limitato; nello stesso tempo è certamente auspicabile la presenza e la collaborazione di quanti sono interessati ad un programma del genere o comunque a parte di esso.

In questo senso “Lucca”, che non è poi un’entità astratta, ma il risultato di una iniziativa di persone ed enti che hanno un chiaro nome e cognome, può acquisire nel suo ambito altre forze con ulteriori e freschi intenti tesi al conseguimento delle finalità proposte. La manifestazione non ha bisogno di un muto, passivo e occasionale pubblico, ma di partecipazione attiva e consapevole, e di rigeneranti apporti di idee nuove.

Tutto questo per dire che di questa Lucca speranzosa ho apprezzato in particolar modo la mostra su Alfredo Castelli, l’incontro con Alvaro Zerboni e il recupero di vecchie riviste tra le bancarelle stagionali che non fanno parte degli stand ufficiali, dove copie di quelle stesse riviste venivano vendute al doppio.

Lucca Comics brochure

Per il resto, le misure di contenimento della folla, come spostare i padiglioni più “caldi” (Japan Palace in testa) fuori dalle mura o comunque lontano da Piazza Napoleone, non si sono rivelate molto efficaci per decongestionare il traffico pedonale. Su tutto questo incombeva ogni giorno un elicottero che, mi dicono per realizzare delle riprese particolari, manifestava rumorosamente la sua presenza.

Quest’anno a Lucca abbiamo sperato, l’anno prossimo cosa faremo?

Commenti

2 commenti a “Hope: chi vive sperando (considerazioni su Lucca Comics & Games 2022)”

  1. Il prossimo anno proporrò la creazione di un “Museo della lettura dei fumetti”. Questo dovrà essere strutturato in due sezioni: una didattica, per insegnare a leggere i fumetti ed una divulgativa per far conoscere l’enorme varietà di fumetti presenti sul mercato, stimolare la curiosità dei lettori e spingerli ad uscire dalle loro zone di conforto. Il Museo dovrà essere un modello replicabile in tante città, con contenuti diversi, ma stessa struttura e medesimi finalità.

    Di Luca Brunori | 27 Novembre 2022, 22:56
  2. Un progetto da proporre al Moni.
    Ma a Lucca è meglio non parlare di Musei de Fumetto…

    Di Luca Lorenzon | 9 Dicembre 2022, 21:44

Lascia un commento

Fucine Mute newsletter

Resta aggiornato! Inserisci la tua e-mail:


Leggi la rubrica: Viator in fabula

Articoli recenti

Trieste Film Festival 2023: cortometraggi

Trieste Film Festival 2023: cortometraggi

My Love Affair with Marriage

My Love Affair with Marriage

Love Is Not an Orange

Love Is Not an Orange

Il romanzo giallo e la fiaba: Hercule Poirot alle prese con Vladimir Propp

Il romanzo giallo e la fiaba: Hercule...

Four Against Darkness e oltre: Andrea Sfiligoi

Four Against Darkness e oltre: Andrea Sfiligoi

Hope: chi vive sperando (considerazioni su Lucca Comics & Games 2022)

Hope: chi vive sperando (considerazioni su Lucca...

Il fumetto è libertà: Lee Bermejo

Il fumetto è libertà: Lee Bermejo

Un fumettista che legge fumetti: Milo Manara

Un fumettista che legge fumetti: Milo Manara

Il manager del gioco di ruolo: Frank Mentzer

Il manager del gioco di ruolo: Frank...

Trieste Science+Fiction 2022

Trieste Science+Fiction 2022

Morgane: la genialità secondo i franco-belgi

Morgane: la genialità secondo i franco-belgi

Brian e Charles: l’incontro di due solitudini

Brian e Charles: l’incontro di due solitudini

Il mercante di Venezia ambientato a Las Vegas

Il mercante di Venezia ambientato a Las...

L’Elvis di Baz Luhrmann (2022): re del rock o della sovversione?

L’Elvis di Baz Luhrmann (2022): re del...

L’influenza della tecnologia sulle nostre vite

Dottor David Skrbina: L’influenza della tecnologia sulle nostre vite

Chiudendo fuori il mondo

Chiudendo fuori il mondo

Gli Spettri di Ibsen ossessionano ancora

Gli Spettri di Ibsen ossessionano ancora

Xenakis: Un intermediario

Xenakis: Un intermediario

Alle origini del fumetto

Dario Fontana: Alle origini del fumetto

Relaxed Performance: sei paesi per uno studio comparativo

Relaxed Performance: sei paesi per uno studio...

Avventure senza tempo

Avventure senza tempo

Commentare humanum est

Commentare humanum est

Personaggi a due o tre dimensioni: la disabilità nella letteratura per ragazzi

Personaggi a due o tre dimensioni: la...

La fiera delle illusioni – Nightmare Alley

La fiera delle illusioni – Nightmare Alley

David Garrett, quando il classico diventa rock

David Garrett, quando il classico diventa rock

Casomai un’immagine

pas-02 sir-24 pck_03_cervi_big 09_pm thole-12 petkovsek_08 bon_11 piccini_31 01 14 19 35 busdon-01 brasch1 holy_wood_00 holy_wood_18 p13 s7 sac_04 pm-23 murphy-13 murphy-25 06 pugh-05 esplosa-06 vivi-04 wendygall-05 26 Alice the-afghan-whigs-34
Privacy Policy Cookie Policy