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Cinema

Gregorio Franczak

Film Fair

Gregorio Franczak, responsabile del Film Fair; fiera del libro allestita in occasione delle Giornate del Cinema Muto, per promuovere e presentare pubblicazioni di cinema, non solo muto.

Martina Palaskov Begov (MP): Da quanto tempo si organizza il Film Fair e da quanto tempo collabori a questa manifestazione?

Gregorio Franczak (GF): La fiera è stata promossa per la prima volta nel 1996, siamo quindi giunti alla sesta edizione. L’idea è stata proposta all’interno del direttivo delle Giornate e della Cineteca del Friuli. In particolare modo, l’idea è stata sostenuta da Lorenzo Codelli, Livio Jacob e Piero Colussi in collaborazione con la Camera di Commercio di Pordenone. Io ho incominciato a lavorare al Film Fair nel 1999, esattamente a metà. Ho collaborato a tre edizioni. Ho lavorato, la prima volta, come assistente della responsabile di allora, Federica Dini. L’anno scorso sono diventato il responsabile a tutti gli effetti. Questo è il mio secondo anno da responsabile…

MP: In che cosa consiste esattamente il tuo lavoro?

GF: Si tratta di un lavoro organizzativo, per lo più. Ci si occupa degli standisti, individuali, che vengono da tante parti del mondo, tra rappresentati di case editrici o collezionisti. C’è poi anche da allestire il grande stand delle Giornate e della Cineteca; un lungo tavolo dove sono esposti prodotti di tutti i tipi. Io personalmente mi occupo di far arrivare le pubblicazioni alla fiera. Lo stand presenta pubblicazioni di numerose case editrici specializzate in materiale cinematografico. Non soltanto libri, ma anche materiale multimediale come videocassette, DVD e CD. Io svolgo un lavoro d’organizzazione, poiché la scelta di questi materiali viene fatta da Lorenzo Codelli e Livio Jacob, i quali conoscono bene le pubblicazioni che sono in uscita ogni anno. Avvolte contribuisco anch’io, se ritengo che un prodotto in particolare possa essere adatto alla manifestazione. Dopo tre anni, in ogni caso, ti fai un po’ l’idea di ciò che piace ai nostri accreditati, ai nostri ospiti. In sostanza io mi occupo del materiale e faccio in modo che giunga in sede per la fiera, mantengo il contatto con gli standisti e le case editrici; quindi o li invito ad allestire uno stand o chiedo di inviarmi delle copie di libri sul cinema da esporre sullo stand delle Giornate. Poi bisogna considerare anche il lavoro logistico e tecnico. Bisogna allestire gli spazi, sistemare le luci, i computer, gazebo, rinfreschi serali. Poi si tratta di organizzare gli incontri serali, forse il dettaglio più interessante. Infatti, in base ai suggerimenti di Lorenzo, ogni sera vengono organizzati degli incontri con alcuni autori che presentano i loro libri. Io mantengo, durante l’anno, i contatti con queste persone, con gli autori, che poi vengono invitati alle Giornate.

MP: Di che tipo di pubblicazioni si tratta; libri inediti, nuovissimi?

GF: Principalmente si. Cerchiamo di orientarci sulle pubblicazioni uscite negli ultimi 12 mesi dall’edizione precedente. Chiaramente capita di ordinare anche libri datati che però non passano mai di moda. Solitamente però, si tratta di materiale pubblicato dopo il1998. Trattiamo sempre le novità, in linea di massima. Molto materiale ci giunge addirittura in anteprima, come, per quest’anno, Some Like It Hot, di Dan Auiler (splendido diario, in formato scope, del capolavoro di Wilder, A qualcuno piace caldo, ndr), che abbiamo avuto l’onore di presentare agli incontri.

MP: Dopo la tragedia dell’undici settembre, hai notato un calo di partecipazione alla fiera?

GF: Leggermente. Non conosco esattamente le cifre, non ho presente il numero degli accreditati di quest’anno, però ho l’impressione di vedere meno gente delle scorse edizioni.

MP: Credi che la fiera interessi anche la popolazione di Sacile, o la ritieni una manifestazione esclusiva, per gli ospiti del Festival?

GF: Da quando ci siamo trasferiti a Sacile, il numero dei visitatori locali è calato molto. Quando la fiera si svolgeva a Pordenone, l’affluenza era maggiore, anche perché si tratta di una città più grande e più abituata ad ospitare le Giornate. Da quando siamo a Sacile, purtroppo, non si può più fare affidamento sui cittadini. I nostri clienti sono per lo più ospiti del Festival.

MP: Parliamo un po’ della mostra che avete allestito all’interno della chiesa, in onore dei vent’anni dalla nascita delle Giornate.

GF: Si tratta di tutti i poster che hanno fatto da logo per tutte le edizioni del Festival, durante questi vent’anni. Sara Moranduzzo, del Cinemazero, ha curato l’allestimento delle mostra. Abbiamo deciso di fare questa sorta di automaggio anche per far vedere il bellissimo lavoro fatto dai grafici e artisti che hanno lavorato per le Giornate. Che io sappia, sono tutti molto entusiasti della Mostra.

MP: Fammi un po’ alcuni nomi delle case editrici presenti alla Fiera.

GF: Sono quasi cento…

MP: Parliamo di quelli più importanti.

GF: In primis, menzionerei gli stand degli editori che sono da sempre presenti alle Giornate, come B.F.I (British Film Insitute), con il quale le Giornate hanno edito una pubblicazione su Oscar Mischeaux; poi il Castoro, che ogni anno ci mandava alcune pubblicazioni, mentre quest’anno hanno allestito uno stand indipendente; Flicks Books, presente al Film Fair dal 1998. L’anno scorso c’era anche lo stand de Il Gremese editrore, casa che pubblica molto materiale cinematografico. Abbiamo avuto anche lo stand della Lindau; affermerei che si tratta di una, assieme al Castoro, delle più grandi case editrici specializzate in cinema.

Dicevo infatti, più di cento fra italiani, europei, americani, russi che partecipano in maniera indiretta, mandandoci il materiale da esporre e vendere. Cito la McArlan, americana; la Scarecrow Press, americana; Abrams books; University Press, di tutte le università degli stati Uniti, tra queste anche la Indiana Univ.Press, con la quale abbiamo sempre collaborato per alcune pubblicazioni, come quella già citata su Mischeaux e un’edizione dell’anno scorso sul genio di Von Stroheim. La lista però è lunghissima, dovrei leggerla…

MP: La fiera si svolge nella chiesa sconsacrata di…?

GF: Ha, Ha… di S.Gregorio, neanche a farlo apposta: caso o destino? Si tratta di una chiesa cinquecentesca che faceva parte del complesso dell’ex ospedale di S.Gregorio. Era la chiesa dell’ospedale. La chiesa dove si facevano le messe per i defunti. Non so esattamente quando è stata sconsacrata; è diventata poi proprietà del comune. è stata restaurata in maniera molto bella, ed è diventata una sede per organizzare vari eventi culturali: mostre, convegni, riunioni del consiglio comunale. Allestire il Film Fair in un posto così ricco di storia e di cultura è stimolante; sicuramente un altro fattore positivo di quest’evento.

Manifesti originali, fotografie, curiosità, cimeli e soprattutto moltissimi libri di cinema, video, dvd e quant’altro. Giunta alla sesta edizione, la Fiera del Libro e del Collezionismo Cinematografico, che corre in parallelo con le Giornate del Cinema Muto, è diventata un appuntamento irrinunciabile per appassionati, studiosi e collezionisti. Dal 13 al 20ottobre prossimi, sarà l’antica chiesa di San Gregorio ad ospitare Film-Fair2001, ovvero: quasi 100 Case editrici che da ogni parte del mondo invieranno a Sacile i loro libri, dvd, vcd, cd-rom e video. Tra i tanti che ogni anno contribuiscono alla riuscita dell’iniziativa ricordiamo: Baldini & Castoldi, B.T. Batsford, Cambridge University Press, Castoro, Dreamland, Exeter University Press, Filmo-teca Española, Glittering Images, Gremese, Institut Lumière, John Libbey, Le Mani, Marsilio, Mc Far-land, Scarecrow Press, St Martin’s Press, U.S. University Presses (Har-vard, Indiana, Missisipi, Rutgers, Wayne, Wisconsin ecc.).

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