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Fumetto

Massimo Giudici

Una nuova speranza per la BéDé in Italia

Gradita sorpresa di Lucca 2015, la casa editrice G11Media è scesa in campo nel settore dell’editoria cartacea e ha dato alla luce due volumi dedicati all’opera di Marcel Gotlib, disegnatore e sceneggiatore (ma anche ideatore e animatore di riviste) pressoché inedito in Italia.

In un momento storico in cui sembra passare il messaggio che la BéDé, ovvero il fumetto franco-belga, debba essere costretto nell’unico formato accettato dagli italiani per poterli interessare, o che solo i colossi dell’industria editoriale possano permettersi di pubblicare volumi a prezzi stracciati (unici che potrebbero destare l’interesse del pubblico italiano) è quasi commovente vedere che qualcuno ha ancora il coraggio di presentare dei fumetti francesi (e che fumetti, tra l’altro) così come andrebbero goduti nella loro versione originale.

In occasione dell’uscita dei due volumi Massimo Giudici, patron della casa editrice, mi ha concesso un’intervista.

Marcel GotlibLuca Lorenzon (LL): Con il marchio ComicArt City siete presenti a questa Lucca con due volumi di Marcel Gotlib, un autore che praticamente è sconosciuto in Italia. Qual è la genesi di questi prodotti?

Massimo Giudici (MG): Marcel Gotlib è uno degli autori che hanno lavorato con Goscinny, lo sceneggiatore di Asterix con Uderzo, di Lucky Luke con Morris, di Iznogoud con Tabary. Con Gotlib ha fatto i Dingodossiers: permettimi di dire che Goscinny era uno che se ne intendeva di disegnatori!
È stato tra i fondatori de L’Echo des Savanes e di Fluide Glacial, oltre ad aver dato un contributo alla nascita di Metal Hurlant, per cui è una persona senza dubbio determinante per gli ultimi cinquant’anni del fumetto. Oltre a questo, è veramente un grande disegnatore, un vero maestro: il suo tratto, che sembra così semplice, in realtà è molto, molto complesso e frutto di grande lavoro. A un primo sguardo può sembrare poco elaborato ma se lo guardi bene ti accorgi della sua complessità.

Marcel GotlibLL: Come nasce la realtà editoriale ComicArt City?

MG: ComicArt City nasce come giornale online che si occupa della vendita di tavole originali di disegnatori di fumetti. Con questo marchio abbiamo intrapreso la pubblicazione cartacea tramite la casa editrice che è la G11Media.
Questi due volumi sono le prime edizioni di grandi disegnatori che non sono stati ancora pubblicati in Italia, o che si sono visti veramente pochissimo. L’intenzione non è solo quella di far conoscere dei grandi autori di fumetti dal punto di vista della loro capacità di far ridere ma anche dal punto di vista grafico: far vedere come sono bravi a disegnare, per cui queste copie sono praticamente identiche alla realizzazione francese: la stampa l’ha curata Casterman [colosso dell’editoria franco-belga, ndr] per cui effettivamente sono identici agli originali.
Questo è l’intento, dopo questi spero che ce ne saranno anche degli altri.

LL: Qualche anticipazione sui progetti futuri?

MG: Vorrei continuare con le opere di un altro disegnatore non conosciuto in Italia…

LL: Nikita Mandryka?

MG: No, Alexis. Un disegnatore che ha un tratto straordinario.

Lauzier AlexisLL: È morto molto giovane, purtroppo.

MG: Sì, è morto poco più che trentenne, anche per questo è poco conosciuto in Italia visto che il corpus della sua opera per forza di cose è ridotto.

LL: A suo tempo Alexis venne pubblicato su Totem della Nuova Frontiera, il suo Al Crane era una delle poche serie a episodi della rivista. È rimasto tanto di inedito di suo?

MG: Ad esempio Dans la Joie jusqu’au Cou, realizzato proprio insieme a Gotlib. A me in effetti interessa l’Alexis comico. Alexis è stato pubblicato in Italia, dove abbiamo visto non solo Al Crane, però la produzione comica è stata ignorata. Forse perché essendo un disegnatore molto raffinato (lavorava col pennellino e faceva delle cose tanto elaborate che mettono quasi i brividi) non è mai stato considerato adatto al genere comico.

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