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Scrittura

Traduzioni di J. Milic ed E. Kosuta

Immagine articolo Fucine Mute

Parole semplici

C’è bisogno di parole semplici
come:
pane,
amore,
bontà,
per non sviare dalla retta via
sugli incroci,
accecati dall’oscurità.

C’è bisogno di molto silenzio, di silenzio
fuori e dentro di noi,
per udire la voce,
la flebile, timida e sommessa voce
dei colombi,
delle formiche,
della gente,
dei cuori
e delle loro pene
in mezzo a ingiustizie e guerre
in mezzo a tutto quello
che non è
pane,
amore
e nemmeno bontà.

Silenzio,
silenzio. Solo i cuori
segnino il tempo
e traccino il cammino.

Immagine articolo Fucine Mute

Preghiera

O terra grave e buia
dal profumo e dall’anima secolare,
dai lombi ubertosi,
terra buia e pesante,
tu che origini voluttà, nascita e crescita,
tu che generi la spiga
e le braccia e il petto e la bocca,
tu che col tempo rivuoi per sempre
e le braccia e il petto e la bocca,
purifica queste braccia inermi,
colmale con la tua fragranza,
trasformale in rami dalle foglie verdi,
e scava il petto per farne
un nido di uccelli, e feconda la bocca
nell’acqua del desiderio atavico,
nelle profondità del linguaggio,
nel canto che trionfa e redime!
Dammi poesie, poesie, la lava di parole
feconde, quest’onore prodigioso, prima
di ricoprire le mie braccia — i verdi rami, prima
di posarti sul mio petti, sugli uccelli e i loro canti,
prima di riempirmi la bocca,
prima di riempirmi la bocca
con la disperazione del silenzio e della muffa
per sempre.

Immagine articolo Fucine Mute

Bosco

Bosco ameno che dai riparo
alle mie ombre e le copri con le tue,
bosco, creato per essere dimora del silenzio,
per la pienezza delle ghiande, per gli incanti degli
uccelli, per la vicinanza del paradiso e dei peccati
terrestri. O bosco di Šentjur che offri il tetto a
chiunque,
accoglimi nel tuo paese di foglie
che segni da solo — ciò che io non so fare –
con la nitida scrittura del vento e delle brezze,
bosco, verde necrologio dei morti
sui tuoi rami e nelle grotte –
iridi onniveggenti –
nelle profondità sottostanti,
sii ciò che sempre eri, la patria
del mistero, una vera casa per i viventi,
per i morti pace e presenza divina,
e per me, viandante, riposo per un silenzio raccolto,
prima di cadere ai tuoi piedi
come le tue foglie prima dell’inverno.

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