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Scrittura

Le favole dei fratelli Grimm: duecento anni e non sentirli

Bisogna sempre avere coscienza di quanto ci ha preceduto.

Marcello Fois

Fratelli Grimm (statua)Se pensate che le fiabe siano destinate solo e unicamente ai bambini, la scrivente vi invita a fare un salto a Grimmland, il portale che il Goethe-Institut ha creato per celebrare degnamente il bicentenario della prima pubblicazione delle Kinder und Hausmärchen, meglio note come fiabe dei fratelli Grimm.

Quelle favole, nate girando nelle case e nelle osterie intorno a Kassel, città della Germania centro-occidentale dove attualmente è possibile visitare anche il museo dedicato ai due autori, hanno raggiunto una tale fama mondiale da essere tradotte in praticamente tutte le lingue. E dire che in pochi sanno che i due fratelli, oltre a contribuire all’arricchimento morale dei bambini, si occuparono anche di giurisprudenza, scienza e letteratura, distinguendosi, in particolar modo, per i loro studi linguistici che li condussero a svolgere un ruolo fondamentale per la storia culturale tedesca.

Il bicentenario vuole essere l’occasione per richiamare alla memoria le atmosfere crude e cupe di quei testi e la sapienza umana in essi contenuti, ma si propone anche di aiutare i giovani e non a scoprire quel mondo, da molti considerato obsoleto, attraverso il ricorso alle nuove tecnologie. Dimostrando, così, che l’antico e il moderno possono andare a braccetto, incentivando la diffusione di una cultura letteraria nata in un’epoca di grandi cambiamenti.

Biancaneve in un disegno d'epocaNel corso dell’incontro, tenutosi nella sala conferenze del Savoia Excelsior di Trieste, lo scrittore Marcello Fois e il giornalista, scrittore e traduttore Saverio Simonelli, introdotti dalla Direttrice del Goethe-Institut Triest Alexandra Hagemann, hanno amabilmente conversato in merito al ruolo attuale delle favole e a come i fratelli Grimm abbiano determinato la nascita della letteratura tedesca per l’infanzia (in Italia, il punto di svolta è rappresentato dal Pinocchio di Collodi, e dal Cuore di De Amicis, scritti circa settant’anni dopo le fiabe dei Grimm). I due fratelli avevano ben chiaro, fin dall’inizio, l’identikit del loro lettore ideale, ed erano consapevoli di come le favole sapessero enfatizzare tutto ciò che le persone non vorrebbero vivere. In questo modo, e grazie anche all’introduzione in esse di argomenti a carattere scientifico ed etnologico, i due autori riuscirono a trasmettere profondi insegnamenti a generazioni di bambini a cui il messaggio risultava molto più palese di quanto non lo fosse per i genitori.

Nell’ambito del progetto Grimmland, è stato chiesto a sette autori italiani e a sette tedeschi, tra cui Michela Murgia, Dacia Maraini, Sandro Veronesi, Jakob Hein, Eva Baronsky e lo stesso Marcello Fois, di riscrivere in chiave moderna una favola a loro scelta. Fois ha optato per Il vecchio nonno e il nipotino, reintitolata per l’occasione Certe favole si capiscono troppo tardi. La trama originale narra di un vecchio infermo per il quale il figlio e la nuora provano disgusto; stanchi del suo sbrodolarsi e dei suoi movimenti incerti, un giorno i due decidono di relegarlo in un angolo dietro la stufa, dandogli da mangiare in una misera scodella. Il nipotino, presente alla scena, pensa allora di reagire preparando a sua volta un truogolo destinato ad accogliere il babbo e la mamma quando saranno vecchi. I due capiscono così l’errore commesso, e riprendono il vecchio nonno a tavola con loro. Fois riscrive la favola facendola diventare l’oggetto stesso della narrazione: la protagonista, una ragazza che si illude di essere la figlia di un ricco borghese, con madre accusata ingiustamente del suo omicidio, finisce per restare con un pugno di mosche quando scopre di essere il frutto di una passioncella adolescenziale della madre per un povero ragazzo morto in carcere a causa di un errore giudiziario. A quel punto, si ricorderà della fiaba dei Grimm che la madre le raccontava sempre quand’era bambina.

Hansel e GretelTra gli autori italiani, che hanno accettato di cimentarsi in questa “sfida”, si distingue anche Michela Murgia, che ha preso molto sul serio il suo compito parlando dell’evento anche in occasione del Festivaletteratura di Mantova. Per lei, le fiabe sono un modo per esorcizzare le proprie paure, come ammette durante una conversazione con una piccola spettatrice che le confessa il suo timore di ritrovarsi rinchiusa in un barattolo pieno di insetti: “Prova a trasformare il tuo incubo in una storia. Magari dentro al barattolo incontri un’ape, che ti racconta la sua vita. È scappata dal suo alveare, perché aveva tradito l’ape regina. Poi è stata accolta in un nido di vespe, ma lì non era felice, perché le vespe non fanno il miele. Così ha deciso di andarsene, ma è rimasta intrappolata nel barattolo. Scommetto che avresti meno paura degli insetti, anzi che avresti quasi voglia di finire in quel barattolo. Provate a inventare una storia con protagonista la vostra più grande paura: il fuoco, un insetto, un ladro di bambine. Sono certa che dopo non avrete più paura. Forse è per questo che i fratelli Grimm hanno scelto di raccogliere fiabe”.

Grimmland offre anche la possibilità, per gli appassionati di twitter, di leggere in rete i divertenti botta e risposta tra Jakob e Wilhelm Grimm, mentre agli amanti della letteratura sono riservati la sezione contenente le versioni audio di tutte le fiabe riscritte dagli autori partecipanti all’iniziativa e i Grimm animati, che permettono di riscoprire le favole dei due fratelli in modo allegro e poetico. Per chiudere degnamente la celebrazione dell’anniversario, il 20 novembre sarà inaugurata a Trieste la mostra I musicanti di Brema, incentrata sulle illustrazioni dell’artista Claudia Palmarucci, che vedrà anche il coinvolgimento di alcune classi scolastiche a cui sarà assegnato il compito di trattare creativamente questa fiaba.

I musicanti di Brema (quadro)

Ognuno di noi può ritrovare un po’ di se stesso nelle magiche fiabe dei fratelli Grimm, basta solo riuscire a guardarsi dentro.

Commenti

2 commenti a “Le favole dei fratelli Grimm: duecento anni e non sentirli”

  1. bellissimo e interessante articolo:
    avevo studiato queste belle cose per i miei esami di letteratura per l’infanzia……….dolci e lontani ricordi.
    Brava Annamaria, I wish you all the best! Bacio

    Di edda de battisti | 14 Novembre 2012, 21:41

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