// stai leggendo...

Fumetto

Il fumetto è libertà: Lee Bermejo

Il fumetto è libertà: Lee Bermejo

Lucca Comics & Games 2022

Lee Bermejo è uno dei disegnatori più validi e raffinati della sua generazione, un artista che non si direbbe essere nato nella fucina ipertrofica e pacchiana della Image Comics, per la precisione nello studio di Jim Lee. Già nei suoi primi lavori su Gen13 sfoggia uno stile dai netti contrasti chiaroscurali che in breve tempo gli varrà incarichi per le major del fumetto statunitense, principalmente per la DC Comics: il suo stile sfumato e suggestivo si adatta soprattutto alle storie di Batman. Ha anche partecipato a progetti più ambiziosi, in particolare un episodio della Global Frequency di Warren Ellis. Nel corso del tempo ha stabilito un sodalizio consolidato con lo sceneggiatore Brian Azzarello. Nel 2011 inizia anche a occuparsi dei testi con una sua personale versione del Canto di Natale dickensiano reinterpretato da Batman, mentre nel 2015 uscirà Suiciders di cui sarà autore unico della prima miniserie, mentre della seconda scriverà solo i testi. Parla un ottimo italiano.

SuicidersLuca Lorenzon (LL): Mi scusi se comincio con una domanda stupida, ma per caso Lei è parente di Luis Bermejo?

Lee Bermejo (LB): No, non sono suo figlio. Io sono californiano, lui se non sbaglio era di origine filippina.

LL: Sì, credo facesse parte del gruppo di Alex Niño, Afredo Alcala, ecc. Quali sono stati i Suoi esordi?

LB: A diciannove anni andai nello studio di Jim Lee, la WildStorm. È stato un periodo molto bello ma ovviamente a quell’età si lavora con dei ritmi da giovani. Mi svegliavo tardi e il lavoro cominciava solo nel pomeriggio per poi finire a notte fonda. Ovviamente eravamo ragazzi e si perdeva tempo cazzeggiando. Alla fine non è che si producesse poi molto, adesso non potrei più lavorare in quella maniera.

LL: A questo proposito, quali sono i Suoi ritmi di lavoro?

LB: Sono molto metodico nel lavoro, non potrei più fare come agli esordi. Mi metto al tavolo da disegno presto la mattina e faccio degli orari quasi da impiegato. Una singola tavola mi impegna per tre o quattro giorni di lavoro: ogni progetto a fumetti mi impegna per due o tre anni di vita reale.

LL: Forse sbaglio ma mi sembra che il Suo stile si discosti molto da quello classico statunitense dei comic book. Quali sono gli autori da cui si sente influenzato, se ce ne sono?

LB: Tra i miei autori preferiti ci sono Tanino Liberatore, Richard Corben, Jorge Zaffino, Taksuyuki Tanaka ma anche pittori e fotografi.

LL: Sempre parlando di stile, come realizza le sue tipiche tavole con quei grigi “pastosi”?

LB: Con le matite o a mezzatinta, cioè diluendo l’inchiostro. Però ormai lavoro sempre meno con gli strumenti classici, faccio quasi tutto con il computer. Damned, ad esempio, l’ho cominciato in “analogico” e poi sono passato al digitale in corso d’opera. Ogni volta che faccio un fumetto voglio fare qualcosa di più, ho cominciato a inchiostrarmi da solo e poi anche a colorare le copertine per avere controllo totale sul lavoro.

Lee Bermejo tavola

LL: A proposito di Damned, mi sembra che Batman sia un personaggio molto congegnale al Suo stile, c’è qualche altro personaggio che Le piacerebbe interpretare con le sue atmosfere dark?

LB: Batman è un personaggio molto aperto alle interpretazioni, anche per questo ha tanto successo. Per fare un esempio, la mia interpretazione di Spiderman sarebbe troppo cupa, per me Peter Parker è un nerd, ma nel senso che è un tizio strano. E poi il mio stile è molto realistico, disegnerei ogni dettaglio, da bambino non mi piaceva che non si vedessero i lancia-ragnatela del costume nei disegni!

LL: C’è un lavoro di cui è particolarmente fiero?

LB: La mia cosa di cui sono più fiero è Suiciders, un fumetto di cui ho anche scritto i testi. Purtroppo non è stato un successo anche perché a un certo punto ho dovuto limitarmi a scrivere i testi e passare i disegni a un altro, a posteriori capisco che è stato un errore non disegnarlo tutto io come avrei dovuto. E poi il tono era molto cupo e anche questo può aver influito sulla sua accoglienza: Jim Lee diceva che c’era troppa tragedia per troppi lettori.

LL: Con il recente interesse di Hollywood per i fumetti potrebbe diventare il soggetto per un film.

LB: Francamente non vorrei vedere altre interpretazioni dei miei personaggi. Io comunque ho anche lavorato per il cinema, recentemente. Ho collaborato con Zack Snyder per il suo prossimo film, Rebel Moon, che avrebbe dovuto essere uno spin-off di Star Wars ma poi ha preso una direzione autonoma.

LL: Ed è stata una bella esperienza?

LB: Sinceramente preferisco fare fumetti, perché nel mondo del cinema ci sono un sacco di persone che devono decidere e dare l’ok a un progetto e a come realizzarlo. In quel contesto mi sono sentito come una semplice rotella dell’ingranaggio. Nel fumetto invece c’è molta più libertà. Come dicevo prima, ho cominciato a inchiostrarmi da solo e poi a fare anche i colori proprio per avere più controllo possibile sul lavoro.

Lee Bermejo

Commenti

Non ci sono ancora commenti

Lascia un commento

Fucine Mute newsletter

Resta aggiornato! Inserisci la tua e-mail:


Leggi la rubrica: Viator in fabula

Articoli recenti

Pen Lettori Trieste: Punto di fuga di Mikhail Shishkin

Pen Lettori Trieste: Punto di fuga di...

Doc nelle tue mani 3: che il flashback sia con voi (fino allo sfinimento)

Doc nelle tue mani 3: che il...

Trieste Film Festival 2024

Trieste Film Festival 2024

Lascia che la carne istruisca la mente: Intervista a Anne Rice (II)

Lascia che la carne istruisca la mente:...

Lascia che la carne istruisca la mente: Intervista a Anne Rice (I)

Lascia che la carne istruisca la mente:...

Nel castello di Giorgio Pressburger al Teatro Stabile Sloveno di Trieste

Nel castello di Giorgio Pressburger al Teatro...

Lucca Comics & Games 2023: Incontro con Pera Toons

Lucca Comics & Games 2023: Incontro con...

Lucca (meno) Comics & (più) Games 2023:...

Lucca Comics & Games: Intervista a Davide Barzi

Lucca Comics & Games: Intervista a Davide...

Lucca Comics & Games 2023: Intervista a Matteo Pollone

Lucca Comics & Games 2023: Intervista a...

Il futuro (forse) del fumetto: Martin Panchaud

Il futuro (forse) del fumetto: Martin Panchaud

Femminismo all’ombra dello Shogun: Camille Monceaux

Femminismo all’ombra dello Shogun: Camille Monceaux

Lucca Comics & Games 2023: Intervista ad Andrea Plazzi

Lucca Comics & Games 2023: Intervista ad...

I quarant’anni della “scatola rossa”

I quarant’anni della “scatola rossa”

Trieste Science + Fiction Festival 2023: River

Trieste Science + Fiction Festival 2023: River

Trieste Science + Fiction Festival 2023: cortometraggi

Trieste Science + Fiction Festival 2023: cortometraggi

Il fiore del mio segreto (Almodóvar, 1995): la letteratura come seduzione

Il fiore del mio segreto (Almodóvar, 1995):...

Good Omens 2: amore e altri disastri

Good Omens 2: amore e altri disastri

The Plant: il romanzo incompiuto di Stephen King

The Plant: il romanzo incompiuto di Stephen...

The Phantom of The Opera per la prima volta in Italia

The Phantom of The Opera per la...

Pélleas e Mélisande di Claude Debussy: parodia del 1907

Pélleas e Mélisande di Claude Debussy: parodia...

Prigionieri dell’oceano (Lifeboat) di Alfred Hitchcock

Prigionieri dell’oceano (Lifeboat) di Alfred Hitchcock

Tutto il mondo è un Disco

Tutto il mondo è un Disco

Il commissario Ricciardi 2: quattro puntate di noia profonda

Il commissario Ricciardi 2: quattro puntate di...

Sanremo anche no

Sanremo anche no

Casomai un’immagine

cas-10 Ritrovamento Picasso 2009 Profilo 2007 La mole di Carol, 2010 A. Guerzoni Jingle SCI-FI 36 30 Otrok23 Pr81 p12 holy_wood_15 holy_wood_04 cor04 lor-1-big cip-07 sir-06 28 petkovsek_14 kubrick-7 kubrick-56 kubrick-47 kubrick-43 kubrick-25 19_pm 28 pck_13_cervi_big pck_12_cervi_big mar-24 mar-10 sir-16
Privacy Policy Cookie Policy