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Palcoscenico

Marina Biondi

La sensibilità femminile dai personaggi al privato

Immagine articolo Fucine MuteRiccardo Visintin (RV): Siamo sempre all’interno dell’importante spettacolo della stagione di prosa del “Rossetti”: “Enrico IV”.
Abbiamo reincontrato Sebastiano Lo Monaco, ed invece incontriamo per la prima volta — nonostante facesse parte anche della Compagnia del “Cyrano” — Marina Biondi, che è la coprotagonista dello spettacolo…

Marina Biondi (MB): Salve…

RV: … alla quale chiediamo questo: hai ovviamente un ruolo importante nello spettacolo, e sei anche un’attrice giovane con un curriculum di un certo peso alle spalle…

MB: …Grazie per il giovane…

RV: Ti faccio subito questa domanda, Marina, una domanda che ho fatto anche in altre occasioni…

MB: Scusate se io nel frattempo continuo a truccarmi un pochino, perché i tempi qua… sono quasi le otto e mezza…

RV: Allora lo diciamo, così rendiamo ancora più veritiera la cosa: siamo a ridosso dello spettacolo.

MB: A parte che stasera una zanzara mi ha pizzicato, il lavoro è più lungo del solito.

Ci sono le zanzare a Trieste: fa un caldo… Ci sono venti gradi, e una zanzara tigre mi ha morso proprio qui sul collo, ideale per l’intervista col primo piano…

RV: Siamo a ridosso della recita, dunque, per cui cercheremo di essere veloci.
Penso, mi confermerai se sono nel vero o no, che le attrici donne in Italia in questi ultimi anni stiano dando dimostrazione di essere in gamba, di essere “toste”.
Sei d’accordo, è vero che ultimamente avete un po’ più energia dei maschietti?

Immagine articolo Fucine MuteMB: Allora, sono d’accordissimo che le attrici probabilmente stiano tirando fuori il meglio di tutto quello che hanno dato fino ad adesso, in questo sono d’accordo, sì…
Non so se hanno più forza dei maschietti, perché i maschietti sono duri a morire, senza dire frasi retoriche, per carità.
Probabilmente però, come in tutti i campi — nell’arte, nel teatro, nella pittura e in tutti i campi del lavoro — penso che la donna, dovendo sopportare una serie di difficoltà superiori, deve chiaramente tirare fuori le famose…. non si possono dire parolacce…

RV: …No, no, le puoi dire…

MB: …Insomma, quelle due “cosine” lì, che voi avete proprio fisicamente, mentre noi abbiamo le “palle psichiche”, come diceva mia nonna, e quindi è chiaro che dobbiamo lottare un pochino di più.
Però probabilmente da un po’ di anni a questa parte… hai ragione tu: il mondo del teatro è favorevole nei nostri riguardi, o anche perché… non lo so… “Chi la dura la vince”. I ruoli femminili sono sempre molto meno di quelli maschili, specialmente quelli importanti, e quindi è chiaro che riuscire a continuare a fare questo mestiere, che da un certo punto di vista è gratificante e meraviglioso, però dall’altro fare solo teatro significa che qualcuno prima o poi ti chiederà: “Ma cosa hai fatto in tutti questi anni?”, quando poi basta fare una piccola fiction e… è chiaro che bisogna avere una particolare energia.
Quindi sì, penso che noi donne siamo abbastanza amate in questo ultimo periodo, non solo nel nostro campo.

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