// stai leggendo...

Cinema

Song Il-gon

Nel bosco del subconscio

Immagine articolo Fucine MuteXenia Docio Altuna (XD): Siamo con il regista Song Il gon. Il suo primo film è stato Flower Island, nel 2001, che ha vinto il premio migliore opera prima al festival di Venezia. Adesso al festival di San Sebastian presenta il film Spider Forest. Può parlarci del suo percorso nel mondo del cinema? Come ha cominciato?

Song Il-gon (SI): Ho iniziato studiando cinema. Dopo sono andato in Polonia a studiare in uno dei più grandi istituti di cinema. Ho girato tanti cortometraggi. Credo però che sia sbagliato dire che ho vinto quel premio, ho vinto un premio poco importante (Premio alla migliore opera prima per CinemAvvenire, ndr). Per “Flower Island” ho scritto la sceneggiatura per più di un anno, e sono stato tanto tempo per finire il film. Non poteva essere un film indipendente e ci sono voluti tre anni per finirlo.

XD: Il suo cinema a chi si ispira? A me ricorda lo stile di David Linch o di Cronenberg…

SI: Credo ci siano pochi film che parlino sul subconscio, realtà e surrealismo. David Linch e Cronenberg sono i registi specializzati in questi argomenti, e quelli ai quali la gente pensa subito per fare un paragone, perché sono registi molto bravi. Ma in realtà io mi sento più vicino a Kieslowski, lo ammiro moltissimo.
L’argomento è la condizione umana e le cose sopraumane, ovvero: chi siamo, da dove veniamo… Sono domande molto importanti che pongo attraverso il film.
Comunque, non prendo ispirazione soltanto dal cinema, ma anche da tutto in generale: dalla gente, il lavoro…

XD: In due scene di questo film appare una mela. Cosa rappresenta questa mela?

SI: Sì, la mela parla del peccato originale. In una delle scene, la moglie gli mostra la sua colpa e dice: “Per favore non buttar via la tua vita”. L’altra scena è più biblica. È una mela completamente diversa, ma è nello stesso film. Volevo mostrare cose diverse con significati distinti.

XD: Invece alla fine del film, chi è l’enigmatico bambino?

SI: Questo film è sul subconscio di un uomo, e questo subconscio l’ha creato lui. Il vecchio per me è suo padre, perché gli dà delle chiavi. Il bambino era lì, ma la mente e il desiderio del protagonista si spostano dal bambino al vecchio.

XD: Sta lavorando su nuovi progetti?

SI: Sì, ho appena finito il mio ultimo film, quattro giorni fa. Ho appena finito di lavorarci. Quando guarderò indietro nella mia carriera, mi ricorderò di questo film. Durerà una settantina di minuti, non lo so esattamente. Sarà sugli schermi più in là, adesso non so dirti quando di preciso.

Spider Forest


Regia: Song Il-gon
Sceneggiatura: Song Il-gon
Fotografia: Kim Chul-ju
Montaggio: Choi Jae-geun
Musicche: Yoon Min-hwa
Costumi: Kim Eun-sook
Cast: Kam Woo-sung, Suh Jung, Cho Sung-hyun, Kang Gyung-hyun
Produttore Kim Tae-hyun
Durata: 118′
Anno: 2004


A causa di un misterioso e tragico incidente d’auto nei pressi della Foresta del ragno, il produttore televisivo Kang Min viene sottoposto ad un urgente intervento chirurgico al cervello. Quattordici giorni dopo si riprende dal coma e insiste per chiamare la polizia e sostenere che la stessa sera dell’incidente aveva visto due persone brutalmente assassinate in un cottage nella foresta. Choi Sung-hyun, detective nonché grande amico di Kang accorre all’ospedale. Dopo aver ascoltato la deposizione di Kang, il detective va nella foresta e trova esattamente ciò che lui aveva detto. Le indagini rivelano che i corpi appartengono al capo e alla fidanzata di Kang, Choi Jong-pil e Hwang Soo-young. Il detective inizia le indagini controllando l’alibi di Kang il giorno dell’assassinio e la relazione tra le vittime. Nel frattempo Kang cerca di scavare nella sua memoria per capire esattamente cos’è successo nella foresta e un’incredibile e crudele verità inizia ad affiorare…

Commenti

Non ci sono ancora commenti

Lascia un commento

Fucine Mute newsletter

Resta aggiornato! Inserisci la tua e-mail:


Leggi la rubrica: Viator in fabula

Articoli recenti

Montalbano Je suis

La morte nei film di animazione

Il romanzo di Sant Jordi: Màrius Serra...

Scoprendo Joe Orton (II)

Joe Orton: Scoprendo Joe Orton (I)

Dan Panosian: Una passione di famiglia

Piero Alligo: La magia delle tavole originali

La parola alla difesa e Poirot non...

È troppo facile e Dieci piccoli indiani

Marco Galli: Materia Degenere

Victoria Jamieson: Il fumetto come il roller derby

Copia originale (Can You Ever Forgive Me?)

Un viaggio senza fine

Barriera invisibile (Gentleman’s Agreement)

José Muñoz: Miraggi di memoria

C.B. Cebulski: Il globetrotter della Marvel

Trieste Film Festival 2019

Umberto Pignatelli: La rinascita del librogame?

Dave McKean: L’illusione del significato

Tito Faraci: Feltrinelli Comics: una scommessa vinta

James O'Barr e Chiara Bautista: Oltre Il Corvo

Marco Steiner: Corto come un romanzo, anzi due

Cinemassacro di Boris Vian: Il cinema parodiato...

Chesil Beach: Si può tradire Shakespeare, non...

Trieste Science+Fiction Festival 2018

Casomai un’immagine

pas-05 sir-39 viv-08 viv-40 th-08 th-09 16 05_pm kubrick-13 kubrick-7 htwooh industrialintelligence petkovsek_10 bon_01 bis_III_02 13 wax1 cor06 jg_big_2 holy_wood_21 p9 Pb640 murphy-11 murphy-28 murphy-36 tsu-gal-big-07 tsu-gal-big-13 vivi-02 Installazione di Alessandro Gallo Tra C e R, 2011 A. Guerzoni